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IL CAMMEO

Il cammeo è un gioiello, naturalmente, ma prima di tutto è una piccola scultura in rilievo realizzata incidendo una pietra stratificata (tipicamente l'onice) o una conchiglia, in particolare la Cypraecassis rufa, la Cassis madascarensis e la Cassis cornuta, entrambe caratterizzate da diversi strati colorati, il che permette di isolare nitidamente dal fondo la figura in rilievo.

Il termine deriva dal vocabolo arabo gama'il (bocciolo di fiore), si è arrivati all'odierno cammeo attraverso l'antica denominazione francese camaheu.

L'arte di incidere piccole gemme (Glittica) è antichissima, risalente al periodo classico, usata soprattutto su pietre dure quali l'agata, il quarzo, la corniola, l'onice, ecc.

Soltanto in epoche recenti le pietre dure sono state sostituite dalle conchiglie, simili nell'aspetto, ma molto più morbide alla lavorazione. La conchiglia e composta di due strati: il primo, di colore avorio o bianco, viene asportato con piccoli strumenti da intaglio, i "bulini”, fino a ricavare il soggetto desiderato. Il secondo è la parte scura della conchiglia, destinata a fare da sfondo alla figura incisa. Il risultato è un piccolo bassorilievo molto simile alla tecnica donatelliana dello "Stiacciato", ma con particolari effetti chiaroscurali dati dalla modulazione dei due colori delle conchiglie, che sono fondamentalmente due tipi:

• la "Cypraecassis rufa". di colore avorio/arancio pescata prevalentemente sulle coste del Madagascar, detta comunemente "corniola".
• la "Cassis madagascariensis". di colore bianco/bruno, pescata in tutto il bacino caraibico, detta comunemente "sardonica".

Essendo una gemma incisa il cammeo viene realizzato anche su altri materiali quali il corallo, la madreperla, il turchese, l'avorio, ecc



STORIA DEL CAMMEO SU CONCHIGLIA

A differenza di quanto avviene per l'incisione su pietre dure (testimoniate da reperti antichi più di duemila anni) mancano notizie documentate relative alla lavorazione della conchiglia in epoca antica. In ogni caso i cammei su conchiglia cominciano a essere prodotti in Europa a partire dal XVI secolo, come documentano alcuni cammei su conchiglia del Victoria and Albert Museum di Londra.

Quello che è certo che l’arte del cammeo, a partire dal XIX secolo, conduce a Torre del Greco cittadina affacciata sul Golfo di Napoli. Le vicende del cammeo su conchiglia a Torre del Greco, sin dalle origini, si intrecciano con quelle del corallo, che, in quelli stessi anni, comincia ad essere lavorato nella città torrese.

Il crescente successo dell'incisione su conchiglia fu favorito da due fatti, apparentemente assai lontani fra loro, ma ugualmente efficaci:

• l'arrivo di enormi quantitativi di conchiglie, che le navi provenienti dall'Africa usavano come zavorra quando le stive erano vuote.
• la crisi della lavorazione del corallo che pesò sui laboratori di Torre del Greco negli anni tra il 1875 e il 1880, quando la scoperta a Sciacca (al largo della costa meridionale della Sicilia) di ricchi banchi di corallo determinò non solo la saturazione del mercato, ma anche lo scadimento di questo tipo di lavorazione.

Non c'è da meravigliarsi, dunque, se le aziende di Torre del Greco decisero di puntare su nuovi materiali e di variare l'offerta dei prodotti per superare la crisi del mercato. L'operazione si rivelò un successo commerciale e in questi anni si ebbe un rapido incremento della produzione di cammei su conchiglia anche se con proposte figurative spesso di maniera e povere di contenuti innovativi: figure femminili, amorini, scene mitologiche.

Oggi il cammeo si è trasformato profondamente. Dal vecchio ornamento vittoriano è diventato il soggetto di una gioielleria giovare e fantasiosa, frutto di attente rielaborazioni stilistiche e tecniche. Infatti l'iconografia dalle scarne tematiche si e ampliata a tal punto da prevedere soggetti di qualsiasi tipo: temi figurativi, vegetali, animale, fantasy, geometrici, ecc



TECNICHE DI LAVORAZIONE

La prima fase della lavorazione del cammeo (lavorazione che a tutt’oggi si effettua artigianalmente) consiste nella scelta della conchiglia da incidere. Si tratta di un'operazione apparentemente semplice, ma che richiede un occhio allenato, in grado di cogliere ciò che non è visibile a prima vista; solo una conchiglia ben selezionata, infatti, consentirà all'incisore di disporre di un materiale valido,consistente, di bella colorazione.

Scelta la conchiglia da incidere, si procede alla sua "scoppatura", ossia al taglio della parte superiore e più convessa della conchiglia, "la coppa". Questa operazione in passato era eseguita con un disco a tornio senza denti, cosparso di smeriglio ed acqua; oggi la si effettua con una sega a disco diamantato e raffreddamento ad acqua.

Successivamente si passa alla "segnatura" e alla sagomatura del pezzo tagliato, cioè si tracciano all'interno della coppa i contorni dei cammei da ricavare e si tagliano le parti superflue. Infine, con l'ausilio di una mola speciale, si conferisce ai pezzi di conchiglia la forma voluta (generalmente ovale o tonda): questa fase è detta "aggarbatura", poiché ha come fine di "dare garbo", ossia di ingentilire il pezzo di conchiglia. I pezzi ottenuti sono, poi,fissati su un fuso di legno con mastice a caldo composto da pece greca, cera vergine e scagliola (messa in pece). A questa operazione segue la "scrostatura", ossia l'abrasione, con l'ausilio di una mola di carborundum, della parte più esterna della conchiglia, in modo da lasciare in superficie lo strato chiaro da incidere. La conchiglia, dunque, fissata su fuso in legno, passa all'incisore che disegna sulla sua superficie il soggetto da riprodurre (fase del disegno).

La scelta del soggetto va adeguata alle caratteristiche della conchiglia e agli eventuali "bozzi", ossia sporgenze e incavi che la caratterizzano. Con bulini a punta larga, poi, si abbozza l'immagine (abbozzatura) nei suoi volumi essenziali e successivamente si continua ad incidere con bulini di vario taglio e grandezza (incisione); con i bulini più sottili, infine, si incidono i particolari delle figure in rilievo (rifinitura). Una volta rifinito, il cammeo viene lucidato con pomici ed olio per rendere più levigata la superficie (lucidatura) e poi lavato con acqua corrente e sapone. Compiute queste operazioni, lo si immerge nell'olio: è sottoposto a questo lavaggio per migliorarne l'aspetto. La sgrassatura è l'ultima operazione che viene compiuta: il cammeo finito viene lavato con acqua tiepida e sapone, quindi asciugato con un panno di lino bianco.
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